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Si può fare!!!

Ad un mese preciso dalla prima richiesta d’incontro formulata ufficialmente all’assessore Benelli, a margine di un consiglio comunale, dopo migliaia di questionari corretti, dopo un’indagine de Il Fatto Quotidiano in cui si documentava l’avvenuto pagamento al Comune di Milano da parte di Istat in merito al censimento della popolazione 2011, i rilevatori dell’appena citato censimento hanno ottenuto il tavolo di trattativa con l’amministrazione atto a ridiscutere la condizione contrattuale oltre che i problemi organizzativi dell’operazione censoria.
E’ stata dura: nel pieno dell’inverno il livello di scontro fra chi gestisce e chi subisce quest’operazione si è progressivamente alzato, producendo episodi significativi quali il blocco occasionale degli sportelli di Via Marsala il 30 di gennaio e la resistenza all’invasione della Digos durante una libera assemblea, qualche giorno prima il blocco.

Il freddo nei nostri cuori è stato grande in questa gelida stagione, questa sera però la temperatura non è un problema, tanta è la tensione fra l’autorganizzazione precaria, occasionale e determinata dei rilevatori – spalleggiata dall’unico santo assunto con collaborazione a progetto nell’alto dei Cieli ove la carenza di organico è di casa dopo gli ultimi repulisti – e l’amministrazione meneghina rappresentata in questo match dal direttore generale Davide Emilio Corritore, il nuovo responsabile dell’operazione.
Erano le 17 in punto quando una delegazione di rilevatori e l’avvocato del Punto SanPrecario milanese, Massimo, han fatto ingresso in quel di Palazzo Marino, nel quale contemporaneamente infuriava il solito consiglio comunale del lunedì. A sostenere la delegazione un nutrito gruppo di rilevatori in presidio, sostenuto dai supporters di san precario, tutti accompagnati dal materiale della nuova campagna comunicativa Area C – cottimo differito ( http://rilevatorimilano.noblogs.org/files/2012/02/areacweb.jpg ). Nonostante la trattativa sembra avviata l’intento è quello di tenere alta l’attenzione: Non questionare la lotta ( http://rilevatorimilano.noblogs.org/files/2012/02/nonquestionarelottaweb.jpg ) è il leit motiv che in questi giorni impazza in rete fra i rilevatori di tutta Italia, che oltre al materiale presente sul blog http://rilevatorimilano.noblogs.org/ hanno la possibilità di aver notizia degli sviluppi della lotta milanese anche su L’Espresso ( http://espresso.repubblica.it/dettaglio/censimento-contratti-illegali/2174004 ).
Sin dal primo minuto di questa lotta l’ambizione dei concorrenti in casacca precaria è stata quella di ribaltare le tristi sorti di un contratto che ricorda le epoche di prima del motore a scoppio, per conquistare il diritto ad ottenere un fisso mensile che possa permettere una retribuzione dell’intero tempo di lavoro (quindi il diritto ad aver pagati pure i preliminari e le attività collaterali dell’atto e non solo la conclusione di questo). Ci sono volute diverse assemblee per definire la piattaforma rivendicativa ma ciò che più conta è che questa sia diventata il centro della discussione di questo tavolo.
L’incontro è durato circa un’ora, al termine della quale una dettagliata relazione dei partecipanti ha concluso il presidio rimandando alla seconda tappa dell’incontro (lunedì 27 febbraio) il compito di tradurre le proposte in atti concreti. Esito: l’amministrazione ha dimostrato disponibilità ad accogliere le richieste dei rilevatori. Innegabile la soddisfazione, per quanto parziale, dei presenti: solo qualche settimana fa veniva venduta come concessione il semplice pagamento di una parte del lavoro, oppure l’innalzamento del pagamento unitario da 2 a 3 euro lordi. Oggi invece è passato il principio per cui il contratto è immorale, ingiusto e soprattutto illegittimo. Le 3 I di San Precario hanno ricordato all’amministrazione come sia sempre possibile redimersi anche senza passare per Damasco, il ripensamento è più utile che subire l’impugnazione di 470 contratti.

Per quanto l’apertura del tavolo sia un’ottima notizia il buon senso tiene in sospeso gli umori della piazza in attesa che il diritto divenga carne. Sull’argomento i precari amministrativi del Comune, presenti anch’essi in presidio, possono ben testimoniare i problemi vissuti nel loro caso, un’interminabile attesa della concretizzazione di promesse iniziate nell’autunno precedente la campagna elettorale. Che sia la volta buona per tutti i precari del Comune di ottenere giustizia? San Precario suggerisce l’unica possibile soluzione: il protagonismo dei precari stessi. Non delegare, autorganizzati!

http://rilevatorimilano.noblogs.org/

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