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Verso il welfare metropolitano

s.precario 3C’è chi usa la crisi economica per alzare il livello di scontro economico: approfitta della situazione di incertezza per chiudere siti produttivi efficienti e speculare sul nuovo business milanese dell’Expo2015 e sappiamo chi sono. C’è chi risponde a tale situazione, limitando il proprio intervento al solo ambito lavorativo, come se politiche del lavoro e politiche di welfare appartenessero a due sfere d’azione distinte.

Noi non siano ne gli uni né gli altri.


Assistiamo, così, ancora una volta, alla natura predatoria e parassitaria del capitalismo italiano, con l’appoggio, sempre più esplicito degli interessi politici nazionali e locali. Di contro, la risposta delle forze sindacali e di movimento, seppur, in alcuni casi, radicale, non sempre è in grado di cogliere le trasformazioni sociali ed economiche avvenute.

Noi non abbiamo la ricetta magica, né soluzioni pronte. E’ per questo che a partire dell’incontro avvenuto a Milano lo scorso maggio dal titolo: “Welfare mon amour! Garanzia di reddito e accesso ai beni comuni in tempo di crisi”, intendiamo proseguire nel percorso intrapreso per discutere di welfare metropolitano e individuare gli strumenti più appropriati per:

– rispondere alla situazione di crisi di molte unità produttive senza aspettare semplicemente l’arrivo di qualche nuovo padrone e senza confidare nell’estensione degli ammortizzatori sociali (destinati comunque prima o poi a finire)

garantire continuità di reddito per tutte e tutti a prescindere dalla condizione lavorativa e non;

avere libero accesso ai servizi sociali primari, in grado di permetterci un livello di vita e lavoro adeguato.


In particolare, proponiamo alcuni punti di discussione, giusto per avviare il dibattito fra le varie realtà metro lombarde interessate:

– di come sia possibile rispondere alla crisi avanzando proposte non solo in  grado di mantenere il posto di lavoro a qualunche condizione ma anche garantendo una politica di riconversione produttiva e di servizi sociali, in  grado di impedire lo smantellamento dele compoetenze di lavoro e il know-how a vantaggio della speculazione immobiliare;

– di come sia possibile costituire a livello metro-lombardo e regionale una Cassa Sociale per il Reddito di base e l’accesso ai servizi sociali, in grado di rispondere alle esigenze di coloro che vivono la precarietà sulla propria pelle o perché intermittenti, o perché hanno un salario misero o perchè disoccupati.

Crediamo infatti che nella realtà lombarda sia possibile avviare un ampio  confronto e mettere in campo una forte mobilitazione (a partire dalle contraddizioni sollevate dall’expo2015 – che troveranno un primo momento  d’opposizione nella manifestazione di Sabato 28 novembre a Rho, ore 9.30,  ritrovo davanti alla stazione)  in grado di rivendicare un welfare  metropolitano adeguato ai nostri bisogni e ai nostri sogni.

Ed è su questi temi che convochiamo un INCONTRO PUBBLICO:

MERCOLEDI’ 2 DICEMBRE, ore 21

Via Pichi 3, Milano, MM2 P.ta Genova (citofono SanPrecario)

Comitato NoExpoIntelligence precaria/SanPrecario

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