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A proposito del fallimento dello sportello Biagi

Il fallimento dello sportello Biagi non sorprende veramente nessuno. Il risultato era così scontato che nessuno s’è preso la briga di annunciarlo. Vi è una sottigliezza da rilevare, il fallimento di per sè non sconquiffera ma tutto ciò che è collaterale lascia allibiti.

Nel Modenesi, ad esempio, una vecchietta di novantanni, l’Adele, abituata a vederne di cotte e di crude a detta dei suoi conoscenti , è rimasta a bocca apertamente aperta per tutto il pomeriggio dopo letto aver l’articolo del corriere della sera che qui linkiamo. Solo dopo quattro ore i nipoti si sono si sono resi conto come l’iniziale stupore dell’anziana si fosse trasformato poi in una paresi facciale.
Il pronto intervento giunto direttamente sul luogo è riuscito a risolvere il problema con un colpo di Crick chirurgicamente ben assestato. L’assestatore sfortunatamente è deceduto subito dopo l’operazione dopo che l’Adale, ripresasi dallo schock, lo ha infilzato con un forcone.

La redazione di cityofgods è giunta a SanVitale Parmigianino anticipando tutti ed ha intervistato l’arzilla vecchietta. A cosa è dovuto uno stupore tanto traumatizzate.
C’at vegna un cancher – da questo momento traduciamo direttamente per ovvi motivi di comprensibilità anche se sappiamo di perdere una parte consistente della dialettica argomentativa – Che vi prenda un colpo. Con 4 milioni di euro avremmo risolto in 5 minuti i problemi della disoccupazione di SanVitale, e anche quelli di Spilamberto e Formigine. E loro li hanno spesi per piazzare 32 persone. Io che non so né leggere né scrivere – non ci dice il vero; ha letto l’articolo del corriere via web, con un pc portatile di ultima generazione proprio posato al lato del bicchiere di lambrusco che ci ha offerto – posso dire che dando mille euro al mese che diventano il doppio con i contributi trentadue persone sarebbero costate molto meno.
Fra una pagliacciata e una lotteria sarebbe stato meglio, anche se di poco, scegliere la seconda. Visti i risultati avrebbero potuto sorteggiare 32 fortunati e risparmiare come diciamo noi da queste parti, tempo e denaro. Ma il loro motto lo sò ben io qual è.

Il tempo è denaro! dicono. E’ per questo che fan le cazzate: per far passare tempo
E poi a chi vogliono darla a bere? – dice versandosi una pinta di lambrusco che trangugia in un secondo – dicono che i soldi stanziati sono 7 milioni. Cinque e mezzo dal ministero del lavoro e due dalla regione lombardia. Cinque e mezzo più due fa sette milioni e mezzo! Non sò leggere ma sò far di conto. E il mezzo milione che manca dove è andato a finire? T’el disi mì, l’è tutto un magna magna.
Rimango a bocca aperta. La vecchina parla con l’accento lombardo. Mah, mi dico io, avrà frequentato le scuole del Regno a Milano. Ai tempi del libro Cuore, sorrido intenerendomi all’assurdità.
Ma il bello deve ancora venire, leggi l’articolo fino in fondo! – dice lei girandomi il portatile mentre una pagina web che pubblicizzava la vendita di Viagra sferra un grande calcio nel culo alla mia tenerezza romantica. Sai è per l’Armando – si giustifica lei con un ghigno dalle sfumature allupate – ha 97 anni è non funziona più come un tempo. Ma quando funzionava. Sospirando prosegue – Leggi, dai leggi, stai leggendo? I sindacati e la regione stanno pensando ad un nuovo progetto, che Dio vi abbia in grazia o sventurata generazione, con il milione e mezzo rimanente. Rimanente, hai capito? Ri-ma-ne-nte!

Rimanente dalla differenza fra i soldi stanziati, 7.5 milioni, e i 4 milioni spesi! Urca, che conti.
E non è finita qui. Perché non fate l’antidoping all’assessore del lavoro del comune di Milano che ha detto che " l’esperimento è stato molto positivo" –
Balbetto due parole. L’assessore? L’antidoping?

Scusate la parentesi il nome In principio ci sembrava il caso di omettere il nome di tale assessore per pudicizia . Abbiamo cambiato idea! Si chiama Mascheretti e quando fra trent’anni ricorderemo quest’era oscura della repubblica fondata sul lavoro precario allora pronunceremo il suo nome per far ridere i piccini e piangere di lacrime amare ma liberatorie i più anzianotti

Non gli avete fatto l’antidoping ?! – me lo chiede con aria stralunata, dando fondo alla bottiglia di lambrusco – questo l’è un drugat!
Oppure – assumendo un’aria corrucciata – avete fatto assessore lo scemo del paese?.
E’ capitato anche qua a SanVitale, vè. Mi pare nel 1951… quando le elezioni del paese coincisero con la vendemmia –
Un rumore, mi giro. Entra il figlio, anzi il figlio del figlio dell’Adele. Le dice che deve riposarsi senza altro indugio che l’Armando.
Accompagnata la nonna in stanza, lei si sporge per salutare sventolando il joistick 4.0 della playstation della Sony e mi consiglia in ultimo di emigrare il più in fretta possibile.
Mentre penso a questa eventualità è il figlio del figlio a parlare.
Mi dice che ha studiato a Milano e poi non si ferma più
– La cosa veramente imperdibile è l’attitudine ultraburocratica delle vostre giunte, regionali e comunali intendo , che si dicono tra l’altro neoliberiste. Sono riuscite a mettere in campo con la complicità dei sindacati confederali oltre ai mille tavoli di discussione, un osservatorio che non si riesce ad aprire, lo sportello biagi che non si riesce a chiudere e, incredibile, una borsa del lavoro della regione, di cui nessuno sa niente. Ma che è fallita anch’essa. Forse proprio perché non se ne sapeva niente. Mannaggia, per sbattersi si sbattono dalle vostre parti. Rincresce che il giudizio sull’operato politico, di ogni politico, in ogni ambito sia vincolato ai suoi risultati.
Così ha sempre insegnato il sindaco Umberto Gualcini. Gliene ha parlato l’Adele. Per dare una lezione all’opposizione, nominò come assessore allo svago lo scemo del villaggio E visto che si stava e tutti erano ubriachi rivendicò la sua scelta dicendo che il Vino giustifica i mezzi, e anche qualche sacrificio.
Indimenticabile – sussurra, e io chino la testa in ossequio a cotanto statista, mentre un silenzio solenne riempe la stanza. Il silenzio dura poco.
Se non fosse che il risultato di tutti questi sbattimenti è ridicolo meriterebbero proprio un nobel. Non certo il nobel per il lavoro – che non esiste, precisa – magari un bel nobel fatto su misura: il nobel per le pippe mentali. Oppure il nobel per le chiacchiere più sudate. Anzi meglio questo: il nobel per l’arte della tavoleria, che però dovrebbero dividere con Damiano che nella scorsa legislatura passava tutto il suo tempo seduto ai più svariati tavoli –
Ne sà di cose il figlio del figlio, penso fra me e me
Ha studiato economia ? – chiedo io.
No, gioco a tressette nella cooperativa qua sotto – risponde lui – ma se io fossi in voi, mi preoccuperei di altro. Nell’ultimo capoverso del secondo articolo, quello dell’intervista all’assessore dopato per capirci, si motiva il fallimento di tutte queste sperimentazioni. La colpa è proprio dei precari che preferiscono accettare i lavori in nero perché essendo volponi accedono contemporaneamente ai sussidi di disoccupazione. Questa sì che una fesseria. E come si dice da noi "non bisogna menar il can per l’aia". Ma da voi secondo me è meglio usare l’adagio " per ogni fesseria una bugia, e per ogni menzogna una scalogna" Se lo sportello Biagi voleva far incontrare domanda e offerta evidentemente il valore dell’offerta è così scarso che la gente si deve arrangiare in altro modo. La cosa vale ancora di più se si pensa alla miseria dei sussidi, alla limitatezza del numero di persone che vi può accedere e anche ai 400 euro che lo sportello biagi offre per sottoporsi a questo esperimento di ingegneria precarista. La verità è che se c’è una cosa che disgraziatamente si incontra bene in una società precaria è l’offerta scandalosa dei datori di lavoro con la domanda disperata dei precari che lo cercano. Infatti la disoccupazione è dalle vostre parti stabilmente sotto il 4% come ammesso dall’articolo. Si potrebbe far notare che, come dicono i liberisti, se la disoccupazione è bassa i salari tendono ad aumentare. Ciò non avviene e ciò dimostra che i liberisti dicono grandi cazzate. Forse accadrebbe in un mercato puro, ideale, idealizzato, da monte olimpo. Forse. Probabilmente neanche lì. Il capitalismo in fondo in fondo è forza politica prima ancora che forza economica, ed è nato proprio per snaturare le leggi del mercato "di base", quello dei buoi e delle pelli di pecora, della Piacenza del sedicesimo secolo, giusto per capirsi. Quindi il 4%, le leggi della domanda e dell’offerta, lo sportello biagi, la borsa del lavoro, i tavoli di Damiano, della Moratti, dell’Ikea e quelli del salone del mobile, il triangolo delle bermuda, il triangolo industriale, la libertà in italia oggigiorno e tanto altro, sono cazzate lontane anni luce dalla cruda realtà. E questo è solo l’inizio: la menzogna ! La scalogna ve la devono ancora servire. E la scalogna, ricordati, si serve cruda, al sangue –
Me ne vado perplesso, salgo in macchina, tentenno e guardo il gps. L’aeroporto più vicino è a Bologna. Da Bologna a Parigi è un attimo. Da Parigi, ovunque meno che a Milano.

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